Overfishing dei Top-Predator


L’ Overfishing dei Top-predator ha un impatto sulle reti trofiche con conseguenze sui cicli del carbonio.

L’Overfishing o pesca eccessiva dei top predator come gli squali ha un impatto negativo sulle reti trofiche il che vuol dire un aumento delle particelle di carbonio rilasciate sul fondale dopo la decomposizione. Lo dice una ricerca pubblicata su Nature Climate Change sottolinea il ruolo importante dei predatori relativo ai cambiamenti climatici.

 “Stiamo imparando che la perdita di questi animali potrebbe avere conseguenze di vasta portata sul ciclo del carbonio e, di conseguenza, sulla nostra capacità di contrastare i cambiamenti climatici”,

Secondo Trisha Atwood, ricercatrice alla Utah State University il calo del numero di questi predatori corrisponde ad un aumento delle loro prede (come ad esempio tartarughe, razze e granchi), principalmente consumatori primari, che sono un vero e proprio magazzino di stoccaggio del carbonio.

Ecosistemi marini e costieri, come mangrovie e paludi , catturano infatti una quantità elevata di carbonio. “E’ sempre più evidente che il declassamento trofico, cioè la perdita sproporzionata di specie nella catena alimentare, può avere effetti negativi sulla capacità di questi ecosistemi di sequestrare e immagazzinare il carbonio”, ha detto ancora Atwood. Lo studio sottolinea come gli ecosistemi costieri ‘immagazzinano’ circa 25 miliardi di tonnellate di carbonio, pari al 50% del carbonio stoccato a livello globale nell’oceano. Secondo Atwood, grandi riduzioni della quantità di carbonio che l’oceano trattiene avrà effetti drammatici sui cambiamenti climatici. “Se il carbonio negli habitat costieri venisse rilasciato come anidride carbonica – avverte Atwoood – sarebbe pari a 91 miliardi di tonnellate di anidride carbonica“. “Il risultato sarebbe catastrofico, aumentando e peggiorando gli impatti del cambiamento climatico”.

 

 

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