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In sede di Commissione Pesca e del suo organo tecnico STEFC si sta ipotizzando di modificare alcune misure tecniche, nel provvedimento in fase di valutazione al Parlamento Europeo finalizzato alla modifica del Reg. UE 1967/2006 ed altri, per diminuire da subito e quindi eliminare le catture accessorie e quindi abbassare la percentuale di rigetti, sotto la soglia del “de minimis” per evitare le conseguenze della gestione dei rigetti nei porti che appare gravosa e di difficile applicazione.   La più significativa delle misure è relativa alle maglie delle reti a strascico per il bacino del Mediterraneo e del mar Nero.  L’argomento è stato affrontato anche in sede di organismo consultivo Medac.    Infatti è stato reso noto che si sta costruendo un provvedimento, come avvenuto  nei mari del nord Europa, che preveda l’utilizzo di  maglie del tipo T90, che dovrebbero sostituire l’attuale T45.

In particolare il T90 è utilizzato, per imposizione della Commissione, alle flotte belghe, olandesi, inglesi, danesi, tedesche, polacche e svedesi per la pesca dei gamberi, in quanto altre specie in tali contesti non sono di interesse.   Inutile dire che a livello Mediterraneo questa soluzione è quanto meno poco adatta, cosa che tutti i membri del Medac hanno convenuto in sede di consultazione.   Infatti l’obiettivo dichiarato della P.C.P. e dell’operato della Commissione è quello di limite eliminare i potenziali rigetti, non soltanto di ridurli.   Tale soluzione non si presta all’esigenza mediterranea, dove le catture ad ogni cala, non sono solo di pochi esemplari come nel mare del Nord o Baltico, ma di decine e decine di specie che restano nella rete e che assieme  fanno il reddito delle nostre imprese.  La modifica della maglia permetterebbe a diversi esemplari di piccola taglia, la cui cattura sia legittima di uscire dal sacco, con un ulteriore  perdita di reddito.

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