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Un accordo internazionale per la lotta alla pesca illegale che sa di storico. Ne fanno parte 29 paesi.

Agreement on Port State Measures to Prevent, Deter and Eliminate Illegal, Unreported and Unregulated Fishing questo il nome per interno ma per parlarne verrà spesso utilizzato il suo acronimo ovvero PSMA. Si tratta del primo vero trattato internazionale che vincola i paesi aderenti sulle norme relative alla pesca illegale.

Soglia minima superata.

Per attivare il trattato dovevano aderire almeno 25 membri, un margine ampiamente superato già il mese scorso quando tutti e ventinove avevano dato la loro adesione per certa. “È un grande passo verso l’obiettivo di realizzare un settore ittico sostenibile che possa contribuire a nutrire il pianeta” dice Graziano da Silva, direttore generale della FAO . “Elogiamo quei paesi che hanno già firmato il trattato e che cominceranno a metterlo in pratica da oggi, ed invitiamo tutti gli altri governi  ad unirsi a questo sforzo collettivo per eliminare la pesca illegale e salvaguardare il futuro delle nostre risorse ittiche”.

Ecco chi sono i 29 firmatari: Australia, Barbados, Cile, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Unione Europea (come organizzazione membro), Gabon, Guinea, Guyana, Islanda, Mauritius, Mozambico, Myanmar, Nuova Zelanda, Norvegia, Oman, Palau, Repubblica di Corea, Saint Kitts e Nevis, Seychelles, Somalia, Sud Africa, Sri Lanka, Sudan, Tailandia, Tonga, Stati Uniti, Uruguay e Vanuatu. Sembra comunque non in un futuro non molto prossimo saranno altri stati ad aderire al progetto.

I porti prima barriera contro la pesca illegale

squali catturati illegalmente
squali catturati illegalmente

Saranno i porti infatti il primo ostacolo per i pescatori illegali. Aumenteranno cosi i controlli per impedire che il pesce pescato illegalmente venga sbarcato e commercializzato etichettando cosi le imbarcazioni in maniera che siano controllate anche con informazioni condivise a livello globale. Le imbarcazioni straniere cosi dovranno richiedere il permesso di sbarco in anticipo, fornendo soprattutto un rapporto dettagliato sul pescato. Alle imbarcazioni sospette invece potrà essere interdetto l’accesso nei porti, evitando cosi lo sbarco del pescato ma impedendo anche la possibilità di fare rifornimento.

Scarica il documento FAO

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