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  • Ultima modifica dell'articolo:2 Novembre 2019

Persino i pesci che vivono a più di 11.000 metri di profondità hanno frammenti di microplastiche nello stomaco.

A confermarlo una ricerca portata avanti da Alan Jamieson, della Newcastle University. Sembra che ogni pesce campionato nel punto più profondo della terra presenti frammenti di nylon, polietilene e polivinili nello stomaco. Lo studio dimostra come le microfibre artificiali che si accumulano sul fondo del mare vengano ingerite dalle creature marine ed entrino nelle catene alimentari degli esseri viventi. Potrebbe trattarsi addirittura di sostanze arrivate recentemente sul fondo della Marianne.

Lo studio ha analizzato ben 90 esemplari di crostacei e pesci campionati tra dalla fossa delle Marianne a quella del Giappone, passando per l’oceano Pacifico ed Indiano. Nessun esemplare era esente da sostanze inquinanti nello stomaco. Una scoperta preoccupante spiega Jamieson, la plastica oramai e’ ovunque: dall’Artico al pacifico, nello stomaco delle balene, delle tartarughe, degli uccelli marini e sulle nostre tavole.

Ogni anno più di 8 milioni di tonnellate di plastica entrano in mare e si stima che se non inverte questa tendenza nel 2050 ci sarà piu’ plastica che pesce. Ad oggi si contano circa 51 milioni di particelle micro-plastiche disperse (500 volte il numero di stelle nella nostra galassia).
Un inquinamento che sta danneggiando fortemente oltre 600 specie di animali, tanto che molti scienziati prospettano che una vera e propria estinzione di massa potrebbe essere alle porte.

Si stima che oltre 250.000 tonnellate attualmente galleggino sulla superficie degli oceani. “Una volta che queste plastiche raggiungono i fondali non hanno altro posto dove andare, e quindi è presumibile che si accumulino in grandi quantità”, ha concluso Jamieson.

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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