Viaggio sul lago Maggiore visto dall’acqua per scoprirne le bellezze.

Da Montesquieu a Rosseau, da Byron a Stendhal, da Dumas a Flaubert. Celebri visitatori rimasti incantati dall’armonia di colori e dalla serenità del Lago Maggiore. Il Verbanus Lacus dei Romani, il Lacus Maximus di Virgilio, oggi il Lago Maggiore, si estende maestosamente ai piedi delle Alpi Lepontine, protagonista di uno scenario d’impareggiabile valore, luoghi di incantevole fascino, da scoprire, in barca o da terra, al tramono o all’alba.
Incastonato in una cornice dal sapore romantico, sulle rive del Lago Maggiore possiamo scorgere angoli che riescono a sedurci per l’omogeneità dei suoi ambienti, in una combinazione di colori che rendono questo luogo unico.-lago-maggiore

LE ISOLE DEL LAGO MAGGIORE

Undici isole insistono all’interno del Lago Maggiore, otto sulla sponda Piemontese, due Svizzere ed una Lombarda. Si possono contare due “arcipelaghi”, quello delle Isole Borromee e delle isole di Brissago.
Isola Bella, Isola Madre, Isola dei Pescatori, il piccolo Isolino di S. Giovanni (residenza per diverso tempo del compositore Arturo Toscanini), e l’isolotto della Malghera, appartengono alle isole Borromee. Il secondo arcipelago, invece, comprende l’sola di San Pancrazio, Isola di Sant’Apollinare, i Castelli di Cannero, l’Isolino di Partegora e le Isole di Brissago. Possibile visitarle imbarcandosi dai principali approdi delle città che costeggiano il Lago. Vecchi piroscafi e motonavi ancora in piena efficienza collegano il lago in diversi punti, ma tante sono le possibilità di visite turistiche sulle isole. L’Ente navigazione del lago Maggiore organizza una crociera al tramonto intorno dalle isole Borromee sino all’Eremo di Santa Caterina del Sasso.Lago-Maggiore_

Veduta dell’Isola Bella dal Lungo Lago di Stresa. Costruzione del 1632 ad opera del Conte Vitaliano Borromeo che offre una maestosa scenografia. Sull’isola oltre al Palazzo Barocco anche un sontuoso “Giardino all’Italiana” con piante esotiche che offrono profumi e colori da marzo ad ottobre.

“Se hai un cuore ed una camicia,vendi la camicia e visita le sponde del Lago Maggiore”. Stendhal

LA FLORA E LA FAUNA

Favorita da un clima piuttosto mite lungo le stagioni, la vegetazione del lago è prevalentemente di tipo Mediterraneo, anche se parte della vegetazione è di origine Atlantica. Flora influenzata anche dal bacino lacustre e dalla composizione del terreno composta in prevalenza da rocce silicee.
Limoni, allori e olivi prosperano arricchiti da camelie, azalee rododendri e magnolie, che si possono ammirare negli splendidi giardini che circondano le sponde del lago.
Nel lago vivono diverse specie ittiche di grande interesse commerciale, due specie di coregoni, quello bianco e, meno diffuso, quello blu. Entrambi vivono in acque profonde e vengono a riva solo durante la fregola ai primi di dicembre. Vi si trovano il pesce persico, il luccio, il cavedano, la bottatrice, le anguille e le alborelle.

LA PESCA NEL LAGO MAGGIORE

lago maggiore pescaIl mestiere della pesca sul lago rimane immutata nel tempo. Fonte essenziale di cibo in territori decisamente magri, caratterizzati da monti e vallate, per tanto tempo la pesca sul Lago Maggiore è stata praticata dalle famigli che abitavano le zone costiere per il proprio sostentamento, prima di diventare un vero e proprio mestiere, tramandato di generazione in generazione con grande dedizione e solidarietà. I sistemi di pesca tipici del lago sono essenzialmente la pesca con le “volanti” per la cattura di lucci, persici, tinche, cavedani, scardole e pighi, e la pesca con i tramagli, usati prevalentemente per la cattura dei persici.

LA NAVIGAZIONE

lago maggioreDa tanti anni sul lago la navigazione “di linea” collega i comuni costieri del lago: già nel 1825 si costituì l’ Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese, e nel 1826 il primo piroscafo, il Verbano, navigava sulle acque del Lago. Nel 1853 la società Lloyd Austriaco, con il piroscafo Taxis cominciò anch’essa a solcare le acque del lago Maggiore, facendo concorrenza all’Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese, che fallì nel 1853, e vendette così i piroscafi al governo del Regno di Sardegna. Durante la Seconda Guerra d’Indipendenza (1859) i piroscafi vennero corazzati e rafforzati con armi da guerra, vi furono anche scontri (l’austriaco Radetzky venne seriamente danneggiato dalle popolazioni insorte), e infine trovarono riparo nelle acque neutrali svizzere. Il Lloyd Austriaco fallì anch’esso e vendette le sue tre imbarcazioni al governo svizzero che le cedette successivamente al governo Sardo. Nel 1867 la proprietà dei battelli passò all’ impresa Innocente Mangilli società Milanese, che a partire dal 1876 fino al 1909, nel corso della Belle Epoque, battezzò otto grandi battelli “salone a ruote”, e fino al 1914, altri cinque a elica. Anche la Regia Guardia di Finanza organizzò una piccola flotta con delle piccole torpediniere a Canobbio, ed una di esse, la Locusta, nel 1986 affondò con tutto l’equipaggio a causa di una forte tempesta.
Nel 1933 in mano alla Società Subalpina di Imprese Ferroviarie, la navigazione di linea affrontò un rinnovo della flotta, molti piroscafi vennero demoliti e vennero costruite diverse motonavi, dando il servizio del trasporto autoveicoli con il traghetto San Cristoforo. Durante la seconda guerra mondiale, i piroscafi Genova, Milano e Torino vennero affondati.
Attualmente vi sono trenta unità, tra piroscafi, motonavi, traghetti e catamarani, che compongono la flotta passeggeri della Navigazione Lago Maggiore.

Il piroscafo “salone a ruote” Piemonte, costruito nel 1904 con il nome di Regina Madre e ribattezzato nel 1943; rimodernato nel 1961-1965, è tutt’ora in servizio (seppur la NLM lo utilizzi esclusivamente per noleggi).

DA VISITARE

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Il castello di Cannero

Da visitare, lungo le sponde del lago e sulle isole, i castelli, le ville, i musei, i parchi e i giardini di grande interesse storico, naturalistico e culturale.
Nel nostro itinerario, non devono mancare le visite alla Rocca di Arona, fondata dai Longobardi, dove nel 1538 nacque San Carlo Borromeo, quella alla Rocca di Angera che ospita un celebre museo delle bambole, e la visita ai castelli di Cannero, a Canobbio, costruiti tra il 1200 ed il 1300. E poi ancora le magnifiche ville costruite attorno al lago, come Palazzo Borromeo dell’Isola Madre e dell’Isola Bella, situati sulle due isole Borromee, antiche residenze della famiglia omonima; Villa Ducale a Stresa e Villa Giulia a Verbania, costruita nel 1847 da Bernardino Bran.
Di grande valenza naturalistica sono i giardini del Lago Maggiore, tra i più apprezzabili sono il Giardino Botanico di Alpinia, che si estende per 40.000 mq, con vista diretta sul Lago Maggiore, il Giardino Botanico di Villa Taranto, i giardini dell’Isola Bella, il Parco Botanico dell’Isola di San Pancrazio, il Parco delle Camelie ed il Parco di Villa De Angeli Frua.
Altri luoghi da visitare sono l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, situato nel comune di Leggiuno, un monastero costruito sulla costa rocciosa, raggiungibile tramite una scalinata che risale dal lago.
Situato sul Sacro Monte di San Carlo ad Arona, il colosso chiamato Sancarlone, una delle statue di maggiori dimensioni al mondo con i suoi 35 metri di altezza, raffigurante il Cardinale San Carlo Borromeo.

La statua di San Carlo Borromeo
La statua di San Carlo Borromeo

Sancarlone. Il piedistallo in granito è alto 11 metri, e la statua misura 23 metri , 35 metri totali. Una curiosità: la statua della Libertà di New York misura circa 45 metri, “soltanto” 10 metri in più del Sancarlone.

Abbarbicato sulla roccia a strapiombo, l’Eremo è un complesso monastico di tre edifici risalenti ai secoli XIII-XIV. Fu fondato dal Beato Alberto Besozzi di Arolo, che fece voto a S. Caterina d’Alessandria durante un naufragio e che si ritirò qui in una grotta per 35 anni, a condurre vita eremitica. A destra, Arona.
La creazione di Villa Taranto posto fu opera del Capitano scozzese Neil Mac Eacharn, il quale la acquistò nel 1931, con la precisa ambizione di creare un giardino da sogno sulle sponde dell’amato Lago Maggiore. Tutt’oggi la villa vanta uno dei giardini più belli del mondo, dove si possono osservare migliaia di specie botaniche provenienti da ogni luogo. A destra: il lago è navigabile sia a motore che a vela. Tutti i natanti provvisti di targa possono solcare il confine svizzero, mentre tutti gli altri, nel caso in cui superino il confine, sono soggetti a sanzioni amministrative.

LA NAVIGAZIONE DA DIPORTO

Due le sezioni della Lega Navale sulle sponde del Lago. Quella di Arona e quella di Meina.
Nella stagione passata il lago ha ospitato tanti eventi legati al mondo della nautica, organizzati proprio dalla Lega Navale di Meina; un Campus Vela per ragazzi dai 7 ai 14 anni, suddiviso in sette settimane dal 9 giugno al 26 luglio, che ha visto la partecipazione di oltre 180 ragazzi. Altro grande evento la finale di “Supercoppa del Lago Maggiore”, il maggiore evento velico, che ha visto partecipare equipaggi e barche che hanno aderito alla Supercoppa 2008.

LE ATTIVITA’ ACQUATICHE

Le rilevazione condotte nella primavera scorsa dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente, hanno evidenziato risultati confortanti sull’inquinamento del lago. Da Canobbio a Dormelletto, a Baveno e a Castelletto Ticino, le acque risultano balneabili.
Tanti gli sport acquatici da potere praticare. Dalle immersioni subacquee lacustri, allo sci nautico, al torrentismo, alla vela, passando per il windsurf ed il kite surf fino alla canoa, oltre al nuoto. Molte le traversate lacustri a nuoto anche durante il periodo invernale.

DAL 2008 ANCHE LA GUARDIA COSTIERA

Dal primo agosto scorso, la Capitaneria di Porto di Genova ha attivato sul lago il servizio operativo. La motovedetta veloce CP 603 fa base nel porto di Verbania, dove svolge funzioni di soccorso a persone e mezzi nautici in pericolo. Dodici i militari del Corpo delle Capitanerie che sono stati impiegati nella scorsa stagione estiva. Per le chiamate di emergenza è attivo, anche per il Lago Maggiore, il Numero Blu 1530 della Guardia Costiera.

DOVE MANGIARE

Sapori di Lago
Per agli amanti dei sapori lacustri le possibilità di abbondanti abbuffate non mancano.
Cominciando con il pesce persico, simbolo del lago. Per risalire alle sue origini occorre spingersi sino in Mesopotamia e sul delta del Nilo. Già gli Egizi lo inserirono nella loro alimentazione, apprezzandone le carni tenere e delicate. Nei ristoranti del Lago Viene servito in filetti o reso elemento principale di magnifici risotti. E poi, ancora, alborelle, trote, salmerini, tinche, carpe, lucci e coregoni. Nei numerosi ristoranti dell’area lacustre è possibile degustare, cucinate in svariati modi, le passate fritte in carpione, o marinate o inserite in nuove e vecchie ricette.

ALCUNI DATI DEL LAGO MAGGIORE

karte-1-715Quota media: 194 m s.l.m.

Profondità massima: 340 metri

Perimetro 170 Km

Lunghezza: 66 Km
Larghezza massima: 10 Km
Area: 212.5 Kmq

 

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