Nome scientifico: Upeneus pori (Ben-Tuvia & Golani, 1989)
Nome comune: Triglia tropicale di Por (Por’s goatfish)
Famiglia: Mullidae (Triglie)
Ordine: Perciformes
Distribuzione originaria: Mar Rosso e Oceano Indiano occidentale.
Distribuzione attuale: In espansione nel Mediterraneo orientale e centrale, segnalata in Israele, Libano, Turchia, Grecia, Cipro, Malta, Tunisia e Italia (Lampedusa, Golfo di Catania, Golfo di Napoli).
Origine e introduzione: Specie lessepsiana, entrata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
Habitat: Fondali sabbiosi o sabbioso-fangosi, da 0 a circa 80 metri di profondità.
Dimensioni: Fino a 20-25 cm di lunghezza totale.
Alimentazione: Invertebrati bentonici (crostacei, molluschi, anellidi).
Caratteristiche distintive:
- Corpo allungato e leggermente compresso lateralmente.
- Colorazione rosata con sfumature giallo-dorate.
- Coda (pinna caudale) con bande oblique scure, più evidenti nella parte inferiore.
- Due barbigli sensoriali sul mento, tipici delle triglie, usati per scandagliare il fondale in cerca di cibo.
Riproduzione: Poche informazioni specifiche per il Mediterraneo; nei luoghi d’origine si riproduce in acque calde durante buona parte dell’anno.
Importanza economica: Commercialmente rilevante nei Paesi d’origine; nel Mediterraneo è commestibile ma ancora poco diffusa sui mercati.
Impatto ecologico: Potenziale competizione con le triglie autoctone (Mullus barbatus, Mullus surmuletus) per cibo e habitat. La sua diffusione è favorita dal riscaldamento delle acque mediterranee.
Status di conservazione: Non valutata dalla IUCN a livello globale.
Una specie lessepsiana
La comparsa di Upeneus pori nel Mediterraneo rappresenta un chiaro esempio di specie lessepsiana, ovvero introdotte attraverso il Canale di Suez. Questa triglia tropicale si sta espandendo verso nord, favorita dal progressivo riscaldamento delle acque mediterranee.
Dal punto di vista ecologico, U. pori può competere con le triglie autoctone (Mullus barbatus e Mullus surmuletus) per risorse alimentari e habitat, in particolare nei fondali sabbiosi dove entrambe le specie si nutrono di piccoli crostacei e invertebrati bentonici. Questa competizione potrebbe modificare la composizione delle comunità bentoniche e avere effetti indiretti sulle reti trofiche locali.
Dal punto di vista della pesca, la specie è ancora poco presente nei mercati, ma la sua diffusione potrebbe alterare le catture di triglie autoctone, con possibili ripercussioni economiche per i pescatori artigianali. Il monitoraggio scientifico è fondamentale per valutare gli sviluppi futuri e adottare eventuali strategie di gestione della biodiversità marina.

