Il Giornale dei MARINAI News La Teca Ovarica di Punta Campanella finisce su​ Scientific Reports

La Teca Ovarica di Punta Campanella finisce su​ Scientific Reports


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Avvistata 10 anni fa a 50 metri di profondità. Uno studio internazionale ha chiarito il mistero: dentro ci sono migliaia di uova di totano.

Un avvistamento rarissimo e spettacolare. Una grossa sfera trasparente e gelatinosa nei fondali dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, a 50 metri di profondità. Ora quell’avvistamento è finito sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Scientific Reports”. Grazie agli studi di un team internazionale di ricercatori, tra cui anche Roberto Sandulli, professore di zoologia presso l’Università Parthenope di Napoli.
Dieci anni fa, Edoardo Ruspantini e Daniele Castrucci, due subacquei,​ avvistarono e fotografarono questa grande sfera gelatinosa nei fondali prospicienti a Punta della Campanella, in zona B dell’Area Marina Protetta.
Le foto e la notizia rilanciate dal Parco Marino fecero il giro del web e dei media nazionali.
Pochissimi gli avvistamenti simili in Italia. Si contano sulle dita di una mano. Interpellato dal Parco, il professore Sandulli, all’epoca, parlò subito di una teca ovarica prodotta da femmine di molluschi cefalopidi. Ma, in mancanza di campioni prelevati, dieci anni fa non era stato possibile individuare con certezza la specie.
Ora, lo studio internazionale ha potuto analizzare i campioni prelevati negli ultimi mesi da teche uguali​ a quella avvistata a Punta Campanella.

L’esame del DNA ha chiarito ogni dubbio: si tratta di​ teca ovarica di totano nero, nome scientifico Illex coindetii. Contiene migliaia di uova.


La particolarità dello studio non è dovuta​ alla specie che è molto diffusa nei nostri mari, ma alla rarità degli avvistamenti e alla mancanza di analisi approfondite su queste sfere gelatinose e “misteriose”. Ne sono state viste meno di 100 in 40 anni. Quasi tutte nei mari del nord europa, in Scandinavia in particolare. Rarissime le segnalazioni in Italia.

“Ricordo quest’avvistamento eccezionale 10 anni fa, anche se non ero ancora Presidente del Parco- osserva​ Lucio Cacace, Presidente dell’Amp Punta Campanella- Ora lo ritroviamo su di una rivista internazionale prestigiosa e di questo ringraziamo il professor Sandulli e l’Università Parthenope. La nostra biodiversità è una risorsa preziosa che va assolutamente tutelata.”


Nell ‘articolo pubblicato da Scientific Reports, si parla anche dell’importanza della Citizen science ( la scienza fatta dai cittadini) e di segnalare avvistamenti particolari che possono rivelarsi preziosi per la ricerca scientifica.

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