La pesca a strascico in Adriatico

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    La pesca a strascico in Adriatico

    documentario sulla pesca a strascico nel mare Adriatico e la vendita del pesce al mercato ittico di Civitanova Marche
    Di Luigi Gasparroni

    La pesca a strascico in Adriatico : le reti a strascico hanno generalmente forma conica; la parte terminale, apribile per estrarre il pescato, prende il nome di sacco, l’apertura invece prende il nome di bocca e la parte centrale di ventre. Sovente ai lati della bocca sono presenti due lunghe strisce di rete di forma triangolare con funzioni di “invito” che prendono il nome di ali e che, se la pesca viene praticata da due pescherecci in coppia, vengono mantenute aperte da entrambe le barche, con un tonneggio attaccato ad ognuna di esse; nella pesca a strascico compiuta da una sola barca, il tipo più comune, la rete è invece mantenuta aperta da strutture chiamate porte o divergenti. Le porte sono disponibili in diverse forme e misure e possono essere adatte a tenere la rete a contatto col fondo o sollevate da esso. Affinché le porte compiano bene il loro dovere, è necessario che la barca o la nave viaggi ad una certa velocità, in genere di 2,5-4 nodi. La parte della bocca e delle ali che strascica il fondale è in genere armata di piombi e catene con la funzione di smuovere il sedimento e di farne venir fuori pesci ed altri animali che vi fossero intanati mentre la parte superiore degli stessi è dotata di galleggianti con lo scopo di tenere aperta la bocca.

    Il tipo più comune di rete a strascico bentonica (utilizzata per prede che stiano sul o nei pressi del fondale) è la paranza, in origine manovrata da due imbarcazioni ma oggi in genere messa in pesca da un solo peschereccio. Il rapido o sogliolara o sfogliara è una rete piccola, senza ali e dotata di una cornice rigida attorno alla bocca, che nella parte inferiore è armata di denti. Questa rete è impiegata principalmente per la pesca di pesci piatti, di razze e di molluschi bivalvi come telline e vongole.

    La gangamella è invece una piccolissima rete (poco più di un retino) che viene lentamente strascicata di notte sulle praterie di Posidonia oceanica allo scopo di catturare i gamberetti. La sciabica e lo sciabichello hanno struttura simile alla paranza, con la differenza che vengono trasportate a mare da un’imbarcazione ma poi vengono salpate da terra. Altri tipi di rete sono impiegati per la cattura di pesci di mezz’acqua come cefali e latterini, soprattutto in lagune o ambienti salmastri.

    Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

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