La galatea – Galathea strigosa

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galatea

La galatea è una specie molto comune su fondali rocciosi, rara vicino alla superficie, e si trova principalmente da pochi metri fino a 40 metri, ma è stata segnalata fino a 600 metri di profondità.

Descrizione: Il carapace della galatea può misurare fino a 9 cm di lunghezza, 17,5 cm dalle chele al telson. Si riconosce facilmente per la”peluria” sviluppata e il suo colore vivace, composto da arancione-rosso con bande blu. Questa colorazione blu segna le parti concave dell’addome e del carapace. La sua forma appiattita, tipica delle galatee, le permette di nascondersi nelle fessure rocciose durante il giorno. Il suo addome appiattito è ripiegato sotto il cefalotorace, come in tutte le galatee.

Il carapace, ben calcificato, è più lungo che largo, con striature trasversali coperte di setole. Il rostro, piatto e a forma di triangolo, è ben sviluppato e presenta 4 denti appuntiti su ciascun lato. La sua prima coppia di artiè molto più lunga e robusta delle altre 4 e munite di grosse chele. La quinta coppia di arti è sottile e molto ridotta. Questi arti terminano con una pinza in grado di penetrare nella cavità branchiale dove puliscono le branchie da corpi estranei. Numerose spine coprono le chele e glia arti, così come le regioni gastriche, branchiali e sui margini. I suoi occhi sono neri e prominenti.

galatea in grotta
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Specie Simili: Galathea squamifera: massimo 65 mm, quindi più piccola della Galathea strigosa. La galatea nera è comune da 3 a 20 metri di profondità su fondi rocciosi, nelle praterie di fanerogame nelle zone sabbiose limitrofe all’infralitorale* fino al circalitorale*. Può essere incontrata fino a 150 metri di profondità. Questa galatea è la più comune lungo le coste atlantiche europee (Europa del Nord). Distribuzione simile a Galathea strigosa.

Munida rugosa: Questa galatea rosa con grandi chele sottili vive su fondi ghiaiosi o fangosi. Le sue zampe sono coperte di setole e spine. La testa ha due occhi protetti dal carapace e è sovrastata da un rostro con un’aculeo sopraorbitale su ogni lato. La lunghezza del corpo è di massimo sei centimetri. Distribuzione simile a Galathea squamifera ma più profonda: da 20 metri (rara) a diverse centinaia di metri di profondità.

Alimentazione: Di giorno, la galatea è nascosta nelle fessure, e durante la notte esce per nutrirsi di detriti organici. Gli arti grattano e spazzano il fondo per recuperare il film di materia organica. La terza coppia di arti si piega per consentire alla seconda coppia di arti di raccogliere le palline di cibo, che poi vengono portate alla bocca. La galatea combina diversi modi di alimentarsi. Filtra le particelle attraverso la corrente creata per la respirazione, anche tramite le setole situate sulle sue maxillipedi. Può anche usare le sue chele per strappare resti di animali morti.

Riproduzione : Le prime due paia di pleopodi* servono all’accoppiamento. Il maschio inietta il suo sperma nelle vie genitali della femmina dopo la sua muta. Le uova sono conservate sotto l’addome della femmina fino alla schiusa. Le femmine ovigere* si incontrano da dicembre ad aprile e ad agosto. Le larve sono planctoniche, poi migrano verso la zona infralitorale (settore basso della zona intertidale) e circalitorale. Si trovano sotto le rocce, sempre sommerse. Simili agli adulti, si distinguono per la loro colorazione prevalentemente bianco crema con macchie rosse, e anelli rossi sugli arti. La colorazione rossa e blu appare man mano che le mute si susseguono. Durante la loro crescita, i giovani discendono per raggiungere infine la profondità media di 30 metri in età adulta. Ciò significa che gli esemplari che incontriamo durante le immersioni sono tutti adulti.

Biologia : Le galatee possono muoversi in tutte le direzioni grazie ai loro arti ambulacrali (pereiopodi*). Rapidi battiti dell’addome le spingono all’indietro per reazione, consentendo loro di sfuggire più facilmente ai predatori.

Origine del Nome Scientifico: “Galathea” è una ninfa marina, figlia di Nereo e Doride, il cui nome significherebbe “bianca come il latte”. “Galatée” è anche il nome di una pastorella in Virgilio. “Strigosa” significa magro, snodato.

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