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Nel corso della storia le dighe venivano erette per la risoluzione di svariate problematiche mettendole in risalto come risultato di un progresso tecnologico dai molteplici benefici, infatti le dighe venivano catalogate tra i più potenti mezzi di sistemazione dei torrenti, impedendo il trasporto dei materiali solidi dovuti dalla violenza delle acque.

Sbarrando l’alveo in punti strategici prestabiliti, si può diminuire la pendenza del corso d’acqua agendo quindi anche sulla velocità del fiume che perde la capacità di trasportare solidi. Un secondo scopo attribuito alle dighe è quello di formare grandi serbatoi di piena, ovvero la formazione di grandi laghi artificiali che svolgono un’azione moderatrice sulle piene attuando un invaso momentaneo di enormi quantità d’acqua durante i periodi di massimo carico che viene fatto defluire successivamente in modo controllato e quindi innocuo.

Tra i tanti utilizzi delle dighe, bisogna annoverare la regolarizzazione della navigazione dei fiumi in cui il passaggio dei mezzi navali è impossibilitato da profondità insufficienti o da correnti eccessive che impediscono la rimonta del corpo idrico. In questo caso, le dighe vengono erette creando dei sostegni di canalizzazione che possono essere sia fissi che mobili, andando a sbarrare il corso d’acqua e dividendolo in tronchi, in modo tale da garantire un fondale con profondità adeguate al transito navale e ridurre la resistenza alla navigazione. Tra le motivazioni più grandi che hanno spinto l’uomo a edificare opere di sbarramento fluviale, vi è indiscutibilmente la creazione di dighe per acquedotti e per l’irrigazione che prevede la creazione di sbarramenti che vanno a formare laghi artificiali, permettendo la canalizzazione delle acque che dall’invaso raggiungono i beneficiari quali attività industriali, agricole e civili.
Ovviamente, ogni diga può assolvere più compiti, rendendo più efficace la sua presenza, ma senza alcun dubbio, la caratteristica che attribuisce alle dighe la loro importanza nella società moderna è dovuta alla sua funzione di centrale idroelettrica, infatti l’aumento del fabbisogno energetico mondiale del ventesimo secolo ha portato alla ricerca di nuove fonti di produzione dell’energia elettrica fino alla creazione delle centrali idroelettriche che sfruttano la caduta dell’acqua generata dalle dighe trasformando l’energia idraulica in energia meccanica e in fine in energia elettrica. Il primo esempio di centrale idroelettrica lo abbiamo a Nhortumerland in Inghilterra e risale al 1880 quando si tentò di coaudivare la presenza della diga con l’utilizzo dell’energia idraulica sfruttando i grandi spostamenti d’acqua. La tecnologia delle centrali idroelettriche è più o meno la stessa per tutte le dighe e prevede la presenza di grandi bacini di riserva a monte di una diga che possono incanalare flussi d’acqua controllata in condotte forzate fino ad arrivare alle turbine che alimentano i generatori producendo infine l’energia elettrica.

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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