Il tema del “lavoro decente” nella pesca è stato oggetto di dibattito nell’ambito della Conferenza regionale, indetta dalla Commissione generale pesca del Mediterraneo (Cgpm) ad Algeri dal 7 al 9 marzo, incentrata sul tema “Costruire un avvenire per una pesca artigianale durevole nel Mediterraneo e nel mar Nero”.
In particolare, su richiesta della Uilapesca che ha partecipato ai lavori, nel testo della dichiarazione finale della Conferenza è stato inserita la richiesta affinché la Cgpm e la Fao promuovano tra gli stati membri la ratifica della Convenzione ILO C 188, al fine di una sua rapida entrata in vigore.
Ne dà notizia il segretario nazionale della Uilapesca Fabrizio De Pascale, che ha partecipato ai lavori.
“I pescatori, sia che pratichino la pesca artigianale o la grande pesca, sono tutti uguali” ha detto De Pascale “hanno tutti gli stessi problemi e, soprattutto gli stessi diritti, primo tra i quali quello di vedersi attribuite e assicurate condizioni di lavoro e di vita decenti, così come definite nella Convenzione ILO C 188. In Italia è già stata presentata in Parlamento una proposta di legge per la sua ratifica. Ci auguriamo che ciò possa avvenire al più presto”.
Nell’ambito dei lavori, il segretario della Uilapesca ha anche incontrato i rappresentanti della “Piattaforma maghrebina per la pesca artigianale sostenibile”, costituita da associazioni di pescatori di Marocco, Algeria, Tunisia ed Egitto, e delle associazioni Life e Medarnet che raggruppa associazioni di pescatori di diversi paesi, sia europei che nord Africani, che agiscono per promuovere la pesca sostenibile nel Mediterraneo.
Presente ai lavori, per l’Italia, l’ammiraglio Pietro Verna, capo reparto pesca marittima del Mipaaf.

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