L’80% degli squali balena presenta cicatrici causate dal turismo

Uno studio condotto nelle acque protette dell’Indonesia ha rivelato che quasi l’80% degli squali balena osservati presenta cicatrici e ferite, principalmente dovute a interazioni con imbarcazioni e attrezzature da pesca. Queste lesioni, sebbene spesso superficiali, indicano l’impatto delle attività umane su una specie già classificata come vulnerabile.

Dettagli dello studio

Il monitoraggio, iniziato nel 2010, ha coinvolto oltre 260 squali balena nell’area del Bird’s Head Seascape, una delle regioni marine più ricche di biodiversità al mondo. I ricercatori hanno registrato la presenza di cicatrici e lesioni, riscontrando che la maggior parte di esse era di origine antropica, come collisioni con le tradizionali piattaforme da pesca chiamate “bagan” e con le imbarcazioni utilizzate per l’osservazione turistica degli squali balena.

Gli squali balena, giganti gentili dei mari, stanno pagando il prezzo del turismo non regolamentato. Le cicatrici che portano raccontano quanto l’interazione umana, anche se non intenzionalmente dannosa, possa avere conseguenze profonde sulla vita e sulla sopravvivenza di specie vulnerabili. Proteggere questi animali significa anche ripensare il nostro rapporto con il mare.

Comportamento degli squali balena

Lo studio ha anche osservato differenze nel comportamento degli squali balena in relazione alla loro età e sesso. I giovani maschi, più curiosi, tendono ad avvicinarsi maggiormente alle imbarcazioni, spesso attratti dal cibo offerto dai pescatori. Al contrario, le femmine adulte e gli esemplari più anziani preferiscono acque più profonde e distanti dalle coste, riducendo così il rischio di incontri con le imbarcazioni.

Implicazioni per la conservazione

Le cicatrici osservate sugli squali balena non sono solo un segno di interazioni indesiderate, ma anche un indicatore della crescente pressione antropica su questa specie. Poiché gli squali balena impiegano decenni per raggiungere la maturità sessuale, la loro capacità di recupero è limitata. Pertanto, è fondamentale adottare misure di gestione sostenibile del turismo marino per garantire la conservazione di questi giganti dei mari.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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