Fai, Flai e Uilapesca esprimono grande soddisfazione per l’approvazione, al Parlamento europeo, della risoluzione che chiede l’immediata applicazione della direttiva sull’attuazione dell’accordo tra le parti sociali europee (Etf-Europeche-Cogeca) in merito alla Convenzione ILO C 188 sul lavoro nella pesca.

Si tratta di un importante passo avanti nel senso del riconoscimento dei diritti del lavoro nella pesca e anche, ci auguriamo, verso la costruzione di una politica europea più attenta agli aspetti occupazionali e sociali del settore.

Ci auguriamo anche che la decisione del Parlamento europeo sia di stimolo per accelerare l’iter di ratifica italiana della ILO C 188, avviato con la proposta di legge presentata a gennaio (prima firmataria on. Laura Venittelli).

Cosa e’ l’ILO

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro.

L’ILO è l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori determinano congiuntamente le politiche ed i programmi dell’Organizzazione.

L’ILO è l’organismo internazionale responsabile dell’adozione e dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro. Forte dei suoi 186 Stati membri, l’ILO si prefigge di assicurare che le norme del lavoro siano rispettate sia nei principi che nella pratica.

Storia

L’ILO è stato creato nel 1919 con il trattato di Versailles, che pose fine alla Prima Guerra mondiale, in base alla convinzione che la pace universale e duratura può essere fondata soltanto sulla giustizia sociale. I fondatori dell’ILO si prefiggevano l’obiettivo di diffondere ovunque condizioni di lavoro umane e di combattere ingiustizia, privazioni e povertà. Nel 1944, a seguito di un periodo di crisi internazionale, i membri dell’ILO ribadirono i loro obiettivi adottando la “Dichiarazione di Philadelphia”, in cui si afferma che il lavoro non è una merce e si definiscono diritti umani ed economici di base secondo il principio che « la povertà, ovunque esista, è pericolosa per la prosperità di tutti ».

Nel 1946 l’ILO è stata la prima agenzia specializzata ad essere associata alle Nazioni Unite, poco dopo la loro istituzione. In occasione del suo 50º anniversario, nel 1969, l’ILO ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace.

Il numero elevato di Stati che entrarono a far parte dell’ILO dopo la Seconda Guerra mondiale portò numerosi cambiamenti. L’Organizzazione incominciò a introdurre programmi tecnici per mettere la propria esperienza a disposizione di governi, lavoratori ed imprenditori, in particolare nelle nazioni in via di sviluppo. In paesi come la Polonia, il Cile ed il Sud Africa il grande appoggio fornito dall’ILO ai diritti sindacali è stato determinante nella lotta per la democrazia e la libertà.

Il 1998 è un’altra data fondamentale nella storia dell’ILO, quando i delegati alla Conferenza Internazionale del Lavoro adottarono la “Dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro”, impegnando gli Stati membri a rispettare e attuare una serie di norme fondamentali del lavoro: la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva, l’eliminazione del lavoro minorile, del lavoro forzato e delle discriminazioni sul lavoro. La Dichiarazione sancisce che la garanzia di questi principi e diritti fondamentali è importante in quanto consente a tutti « di realizzare pienamente il proprio potenziale umano e di partecipare liberamente e in condizioni di pari opportunità alla spartizione della ricchezza che essi stessi hanno contribuito a creare ».

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