Pesca illegale: accordo Fao, importante passo in avanti verso la legalità

L’annunciata entrata in vigore dell’Accordo Fao sulle misure dello stato di approdo rappresenta un importante punto di svolta nella lotta alla pesca illegale a livello mondiale, perché introduce la possibilità per tutti gli stati di ispezionare e contrastare questa attività illecita, indipendentemente dalla nazionalità della nave che la esercita. Fino ad oggi, infatti solo gli stati ‘di bandiera’ potevano controllare e reprimere le attività illegali delle proprie navi nazionali.

Questo il giudizio di Fai-Flai-Uilapesca in merito alla notizia della prossima entrata in vigore (il 5 giugno) dell’Accordo del 2009. Accordo che è stato ratificato anche dall’Unione europea, a nome di tutti i suoi stati membri. L’accordo prevede che gli stati di approdo possano ispezionare qualsiasi nave da pesca che intende entrare nei porti da esso designati e rifiutare il permesso di attracco a quelle sospettate di esercitare la pesca illegale.

Ci auguriamo che tale attività di controllo si estenda in futuro anche alla verifica del rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro a bordo dei pescatori, previsti dalla Convenzione Ilo C 188, il cui processo di ratifica da parte del nostro paese è stato recentemente avviato in parlamento.

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