Haven – ancora un malore per un subacqueo

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I tanti, troppi dubbi della Haven

Un magico relitto che sembra stregato o soltanto un’immersione difficile da affrontare ben preparati?

Un’altro subacqueo è stato soccorso dopo un’immersione sul relitto di Arenzano. L’uomo, un 40 subacqueo ha cominciato a sentirsi male dopo essere riemerso. Il diving ha subito avvisato il 118 che prontamente ha trasportato l’uomo all’ospedale San Martino sottoponendolo a terapia iperbarica. Proprio il giorno prima l’uomo si era immerso tra le acque del promontorio di Portofino, altra immersione non proprio semplice  e anch’essa ad elevata profondità. Le condizioni dell’uomo sono migliorate dopo circa 5 ore di camera iperbarica.

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Nuove regole sulla Haven?

Sembra che la Capitaneria di Porto sia in procinto di emanare un nuovo regolamento per evitare incidenti ai subacquei. Tale regolamentazione saarà emanata soltanto ed esclusivamente per contribuire a salvare la vita ai migliaia di turisti che ogni anno si immergono per andare ad osservare il relitto.

MT_Haven_WreckL’esplorazione subacquea della Haven
Il relitto può essere visitato in due modi: in configurazione ricreativa (fino a 40 metri) otecnica (fino all’elica, a 80 metri, in miscela Trimix (normalmente TX18/40, o TX20/45fino a 70 metri e TX15/50 fino a 80).
L’immersione ricreativa, raramente eseguibile in curva di sicurezza in quanto il tempo di fondo sarebbe di soli 10 minuti, è comunque limitante per la visita del relitto, che necessita invece di circa 20-25 minuti tra i 40 e 45 metri. In configurazione tecnica, ma sempre in aria, il relitto viene visitato, con guida subacquea, anche fino a 60 metri, con bombole da fianco in EAN50 e/o Ossigeno puro: il tempo di fondo rimane sui 20 minuti, permettendo però un tempo totale di circa 60 minuti.

La Haven è sottoposta a regime di area protetta dalla capitaneria di porto di Genova e alla relativa ordinanza n. 305 del 28 settembre 1999, che regola le immersioni sul relitto e l’accesso. Tale disposizione prevede la possibilità di immergersi, se in possesso del brevettocorrispondente alla propria quota di immersione, solo ed esclusivamente con barca d’appoggio accompagnati da una guida iscritta al registro della Regione Liguria: a partire da gennaio 2011 la Regione Liguria ha abolito l’elenco regionale degli operatori subacquei, sezione guide. Non è pertanto più necessaria alcuna iscrizione presso tale registro per poter essere guida subacquea. I requisiti attuali per poter accompagnare come guida subacquea richiedono ora una certificazione minima di Dive Master di qualunque didattica riconosciuta (oppure un brevetto CMAS tre stelle), purché in stato attivo ed una assicurazione per attività sportiva subacquea; non è espressamente richiesto alcun esame medico, ma viene consigliata dai diving la usuale visita annuale. Le guide subacquee vengono comunque spesso messe a disposizione dai centri immersione della zona, se non si è certificati. Sul relitto HAVEN il rapporto sub per guida rimane di 3 sub a 1 guida; sulle altre aree marine della regione Liguria (Riserva marina di Portofino e relitti) esso rimane di 5 sub a 1 guida.

Lo scafo si presenta oggi ormai completamente colonizzato da una ricca fauna bentonica. Nel corso dei 20 anni passati in immersione, il ripopolamento ha raggiunto il suo punto di stabilizzazione tra le specie bentoniche. Il relitto giace in assetto di navigazione ed è interamente visitabile, sia in lunghezza che in penetrazione (7 ponti, tra i 40 e 75 metri, e l’intera area della sala macchine, dai 65 m).

Nel corso degli anni la sezione poppiera, sita dietro il castello che ospita i grandi argani e le bitte di ancoraggio, ora fortemente inclinate di 50 gradi verso l’interno, è gradualmente collassata: la coperta si inclina qui verso il centro della poppa, implodendo e formando una depressione che raggiunge ormai i 61 metri al punto centrale poppiero, in corrispondenza della verticale del timone. Il regolare monitoraggio strutturale del relitto, diretto dalle autorità competenti in collaborazione con l’università di Genova, include di solito anche il controllo di tali lente ma inesorabili modifiche dello scafo. Alcune parti metalliche interne col tempo si sono assottigliate, per cui sono necessarie alcune modifiche ai criteri di penetrazione in alcuni ponti (essenzialmente si tratta di non toccare nulla ai passaggi): la tecnica di penetrazione con “Frog Kick” e minimalismo delle attrezzature è attualmente la più adatta a tali ambienti ristretti e bui.

 Tutta la lunghezza della prua è percorribile per circa 150 metri, con un tempo di fondo minimo per andata e ritorno di circa 25 minuti a 54 metri.

In navigazione a prua si può seguire, per orientarsi, la rete dei tubi di flusso del petrolio, di coperta (tra 54 e 56 metri), sia in andata che in ritorno: l’estrema punta della prua, posatasi a 470 metri di profondità a seguito del distacco avvenuto il 12 aprile 1991 durante le operazioni di rimorchio è invece inaccessibile. La parte anteriore della Haven termina con un taglio verticale, frastagliato, di tutta la parte prodiera, e rende possibile l’accesso a prua, da 60 a 80 metri, dell’intera smisurata cavità interna, larga 52 metri e alta 20 metri: essa permette la penetrazione, in completa oscurità, all’interno degli enormi serbatoi di stoccaggio del petrolio, che sono divisi in grandi camere. L’esplorazione di questa sezione è strettamente riservata a immersioni in miscela ipossica e ad un alto grado di addestramento subacqueo, e viene raramente eseguita.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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