Il sistema FAD sarebbe per Greenpeace altamente dannoso per la vita in Mediterraneo del tonno e di altri pesci.

Da settembre il tonno è nel mirino degli ambientalisti. Il gruppo di Greenpeace con la sua campagna “Rompiscatole” sulla protezione del tonno ha lanciato un video girato  a bordo delle  imbarcazione per la pesca al tonno spagnole e francesi.
Le immagini descrivono la pesca al tonno come una delle tecniche più distruttive, dove non vengono catturati soltanto tonni ma anche squali balena, tartarughe e specie di scarso interesse commerciale.
Feriti o a volte in fin di vita,  questi animali non hanno alcuna possibilità di sopravvivenza una volta catturati. Ma vengono comunque rilasciati in mare per rimanere “in linea” con le regolamentazioni vigenti.
Se Greenpeace  ha deciso di diffondere queste imagini è perchè è fermamente convinta che questi sistemi di pesca siano estremamente pericolosi per l’ecosistema. L’obiettivo è quello di mantenere una buona sostenibilità della specie, dando l’ok soltanto alle imbarcazioni della piccola pesca e cercare di arginare le attività della pesca industriale.

A quanto pare l’imputato sarebbe il sistema FAD, (Fish Aggregating Devices) ovvero un sistema di aggregazione per pesci che risulta un metodo di pesca altamente dannoso e colpevole di mettere a grave rischio la riproduzione naturale di alcune specie.

 

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