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Credit: Cooperativa Pescatori/GRADO

ROMA, 06.10.17 – Un rapporto di Greenpeace pubblicato oggi chiarisce gli impatti distruttivi delle draghe idrauliche, un attrezzo di pesca ampiamente utilizzato in Italia e che potrebbe presto ottenere un marchio di sostenibilità ambientale. MSC (Marine Stewardship Council), il marchio internazionale di certificazione dei prodotti ittici sostenibili, ha avviato all’inizio dell’anno un processo di valutazione per la certificazione delle vongole della laguna veneta.

“Un marchio di sostenibilità per le draghe idrauliche sarebbe una vera e propria beffa, a danno non solo dei consumatori e dell’ambiente, ma anche di quei pescatori che realmente praticano una pesca sostenibile e che ora potrebbero vedere queste flotte distruttive equiparate alla pesca artigianale” dichiara Serena Maso, campa​gna​ Mare di Greenpeace.

Le draghe idrauliche (conosciute anche con il nome di vongolare o turbosoffianti) sono attrezzi dotati di strutture rigide che vengono trainate sui fondali. Con potenti getti d’acqua, le draghe idrauliche smuovono i fondali sabbiosi per catturare molluschi, con impatti notevoli anche sugli habitat marini e gli organismi che li popolano.

“È vergognoso che MSC possa anche solo prendere in considerazione la possibilità di certificare come artigianale e sostenibile una flotta di pesca che utilizza uno degli attrezzi più devastanti. MSC farebbe bene a spostare la sua attenzione e i suoi sforzi verso altre tipologie di pesca realmente sostenibili, ovvero quelle che operano con un minimo impatto sull’ambiente e con attrezzi artigianali” conclude Maso.

Leggi il report “La sostenibilità ambientale delle draghe idrauliche? Non esiste

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