GIOCONDA, LA NAVE DEI SOGNI – 8 puntata – LO SCIENZIATO

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8° puntata – LO SCIENZIATO – cadenza settimanale – autore Stefano Duranti

I giorni passavano e l’arrivo a Shanghai si avvicinava. Ormai mi ero completamente adattato all’atmosfera di quella nave e per me quella era ora la mia realtà. Sicuramente, alla fine di quel viaggio non sarebbe stato semplice ritornare alla normalità, anche se attraverso quella esperienza mi rendevo conto che la normalità non esiste.

Un giorno stavo aiutando uno dei marinai della Gioconda. Nel tagliare una corda, mi feci una brutta ferita in un dito. Era piuttosto profonda e così mi fu indicata la strada per l’infermeria. Si trattava di una stanzetta spartana, dove al centro era disposto un lettino. Alle pareti, erano attaccate mensole con sopra diversi vasetti con all’interno misteriose pozioni colorate. Un’infermiera mi fece stendere sul lettino, dicendomi che a breve sarebbe giunto il medico.

Ciclo: L’ultima notte di Sodoma. La statua di sale. di Maurizio L’Altrella 

La lesione continuava a sanguinare e c’era stato avvolto un panno. Ecco che vedo entrare qualcuno. Si tratta di una figura simpatica e grottesca dalla bassa statura, vestita come un pirata. Portava un cappello consumato dal tempo e una benda sull’occhio. Sicuramente non credevo che quello fosse il medico. Nella mia testa poteva essere al massimo una persona che sbagliandosi era lì entrata invece di approdare a una festa in maschera. Oppure poteva essere un paziente che era lì per un qualche motivo. Invece no, era proprio il dottore, che subito si presentò, dicendo che il suo nome era Donkos. Ero veramente stupefatto, abituato a considerare dottori quelli vestiti col canonico camice bianco. Donkos aveva una voce molto particolare e altisonante. Mentre proferiva parole, sembrava a tratti che cantasse.

Disse che non c’era tempo da perdere. L’infermiera gli aveva già riferito del taglio, così glielo mostrai. Ero sicuro che avrebbe applicato dei punti, ma così non fu. Il dottore salì su un piccolo scaleo, visionando alcuni di quei vasetti. Inizialmente non sembrava trovare quello che cercava, infine ne prese due: uno giallo e uno rosa. Si avvicinò a un piccolo tavolo presente all’angolo della stanza e cominciò a miscelare le due polveri, alle quali aggiunse, credo, dell’acqua di mare. Dopo pochi minuti l’impasto era pronto. Si trattava di una sorta di crema spalmabile. Il medico mi tolse la benda di fortuna e cominciò a impomatare. Inizialmente pensavo si trattasse di un semplice disinfettante, per richiudere poi la ferita. In realtà, quello che avvenne assomigliò a una vera e propria magia. Infatti, dopo circa un quarto d’ora, la ferita cominciò a richiudersi da sola. Dopo mezz’ora era completamente risanata e sarebbe rimasta solo una leggerissima cicatrice.

Naturalmente per me tutto quello era impensabile, così volli scambiare qualche parola con Donkos, persona gentile e disponibile. Mi disse che in passato viveva in un’altra dimensione. Aveva avuto fin da bambino la passione per la medicina e la scienza, volendo trovare un connubio con la spiritualità. Una volta finiti gli studi, si mise a sperimentare nuove cure. Mi parlò di nozioni molto tecniche che adesso non ricordo. Citò la fisica quantistica e i sistemi complessi.

Alla fine aveva trovato molti rimedi fondamentali, anche per malattie letali e che parevano incurabili. I suoi metodi però non furono accettati dai poteri forti, tanto è vero che quella che lui chiamò proprio col termine “inquisizione sanitaria” cercò prima d’intimidirlo in modo verbale, per poi in un secondo momento rinchiuderlo in prigione. Ci sarebbe rimasto a vita, se non fosse stato disposto a ritrattare le sue idee. Fu costretto a vagare per tutte le vie della città sopra un carro, gridando che le cure da lui proposte erano fasulle e che bisognava attenersi solo ai principi scientifici ufficiali. In realtà molte persone che da lui erano state curate sapevano che Donkos aveva rivoluzionato il mondo della medicina in modo positivo e rivoluzionario. In molti erano stati guariti da lui. Aveva salvato persone date per spacciate e una volta era riuscito a resuscitare un morto. In ogni modo, quando fu imprigionato, nessuno ebbe il coraggio di andare contro i potenti.

Tipografia di un volto di Salvatore Alessi.

Una volta uscito dal carcere, Donkos non ci pensò due volte e fuggì dalla città. Poi, per circostanze che non era in grado di riferire, cadde in un buco nero e si ritrovò in quella dimensione, su quella nave. Lì oramai viveva da molti anni, libero di sperimentare i suoi rimedi. Gli era stato più volte proposto di tornare all’esistenza che conduceva prima, ma lui era sempre stato deciso a rimanere nella Gioconda. Preferiva vivere perennemente in mare aperto, ma libero, piuttosto d’essere soggiogato al potere.

Mi disse infine che quella eseguita su di me era una cura semplice e di routine. In pratica, se ho capito bene le sue parole, quella pomata era in grado di far tornare indietro nel tempo la parte dove veniva applicata e così tutto tornava a posto, come prima, anche se allo stesso tempo rimaneva il ricordo del trauma vissuto – ecco perché la cicatrice.

Non parlammo del suo inconfondibile vestiario e in fin dei conti poco m’interessava. Me ne andai felice di avere conosciuto un personaggio così geniale. “Chissà se la medicina nel mio mondo sarebbe mai riuscita a giungere a quei livelli o se gli eventuali ideatori sarebbero stati bloccati dai poteri forti?”, mi chiedevo tra me e me. In ogni modo, ora muovendo la mano non sentivo minimo cenno di dolore. Tornai quindi dall’amico marinaio per finire di dargli una mano. Finita la mansione, mi fumai un sigaro e andai a mangiare qualcosa alla mensa, locale che rimaneva aperto ventiquattro ore su ventiquattro, dove mi bevvi anche un ottimo marsala.

Me ne tornai quindi nella mia cabina. Il gatto mi aspettava sempre alla porta e lo feci entrare. Oramai eravamo grandi amici e sapevo che quella dolce bestiolina mi sarebbe veramente mancata al mio arrivo in Cina. Già, mancava pochissimo, un paio di giorni e sarei arrivato e allora sarebbe finito il mio sogno.

Per la penombra, non mi ero accorto che in camera c’era un biglietto. Sarà stato un altro invito a una festa? Forse un messaggio di Marisol? L’aprii: “Ciao Xavier, sono il grandammiraglio della nave. Prima di arrivare in Cina vorrei conoscerti. Fatti trovare domani pomeriggio in cabina.”

Credit immagine : Agostino Cancogni
Stefano Duranti Poccetti

Gioconda, la Nave dei Sogni

Una storia onirica, che racconta un avventuroso viaggio per mare che inizia a Marsiglia e finisce a Shanghai, dove la realtà si confonde con la fantasia, con il protagonista Xavier che si ritrova in una nave magica, piena di sorprese, di misteri, con personalità originali ed eccentriche. È così che quella che dovrebbe essere una semplice traversata si trasforma in una crociera impensabile e visionaria, in un viaggio che diventa sinonimo di crescita caratteriale e spirituale.

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1 commento su “GIOCONDA, LA NAVE DEI SOGNI – 8 puntata – <strong>LO SCIENZIATO</strong>”

  1. Ciao Marcello
    oltre a tutti gli articoli che di volta in volta sono sempre piu interessanti e istruttivi La nave dei sogni mi ha appassionato molto.

    Sono solo 8 puntate?

    Rispondi

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