Foto Shock: tonnetti dalla spina bifida si ripresentano in Calabria

tonno spina bifida

Ancora tonnetti dalla spina bifida pescati in Calabria.

Il “fenomeno” era saltato agli altari dei media il dicembre scorso quando, sempre in Calabria, alcuni pescatori sportivi avevano segnalato la pesca di piccoli tonnetti alletterati con la spina dorsale “doppiata”.

Una mutazione probabilmente provocata dalla contaminazione da metalli pesanti e da idrocarburi. Le foto che pubblichiamo oggi sono arrivate in redazione ed hanno destato subito la nostra attenzione. L’autore delle immagini Federico Garavaglia, dopo aver catturato, eviscerato e mangiato i tre pesci ha notato subito che qualcosa non andava. I pesci avevano la spina dorsale “bifida”. Il caso desta  preoccupazione visto l’arrivo sotto costa dei piccoli tonnetti durante il periodo pre-autunnale e l’alta tossicità dei metalli pesanti che questi animali possono accumulare nelle carni. Tra l’altro la segnalazione riporta che su tutti e tre i pesci pescati era presente la spina bifida.

Segnaliamo che nel 2014 è stata presentata un’interrogazione in Parlamento proprio legata al fatto in questione

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03935presentato da OLIVERIO Nicodemo Nazzarenotesto diMartedì 11 marzo 2014, seduta n. 187 OLIVERIO e MAGORNO. — Al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
nel settembre 2014 al largo di Fiumefreddo Bruzio, lungo il Mar tirreno cosentino, due pescatori amatoriali durante una battuta di pesca hanno catturato alcuni esemplari di tonnetti alletterati, una specie di tonno molto diffuso nel Mediterraneo e caratterizzata dalla colorazione azzurro-bluastra del dorso screziato. È il primo caso che si registra in Calabria, dopo i tanti rinvenimenti avvenuti nel resto del Paese;
questi esemplari, dopo un’attenta analisi condotta in un laboratorio privato, sono risultati essere contaminati da idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili, componenti chimici pericolosi per la salute dell’uomo;
tale evento ha suscitato un vivo allarme nella popolazione, soprattutto per il fatto che su dieci esemplari catturati, quattro presentavano una vera malformazione, la spina dorsale bifida;
l’analisi dei resti degli esemplari pescati hanno evidenziato che nella lisca erano presenti dei contaminanti, ritenuti da molti ricercatori tra i responsabili di mutamenti genetici negli animali, ma anche pericolosi per la salute dell’uomo, visto che è stato accertato il suo effetto altamente cancerogeno;
il caso in Calabria sembrerebbe isolato, ma solleva non pochi timori sulla qualità della salute dei mari italiani che ricorda quanto già verificatosi in altre parti del Mar Mediterraneo: nel corso degli anni passati in altre parti del Paese, in particolare ad Augusta e al largo della costa siracusana, sono stati catturati esemplari malformati simili a quelli catturati a Fiumefreddo;
lungo la costa siracusana nel 1989, dopo le operazioni di pulizie del porto sono state sversate a mare sostanze, molte delle quali tossiche, presenti nell’infrastruttura, sono state segnalate molti casi di pesci con anomalie scheletriche;
questa circostanza farebbe ritenere che i tonnetti pescati a Fiumefreddo potrebbero venire dalla costa siracusana. Infatti i tonnetti, della specie pelagica e cioè capace di percorrere centinaia di chilometri dal luogo di nascita, cibandosi di altri pesci più piccoli fungono da bioaccumalatori delle sostanze contenute degli animali di cui si ciba;
solo con una indagine a tappeto è possibile capire se c’è una area contaminata in zona oppure se questi esemplari provengono da altri luoghi. Tanto più che potrebbe essere plausibile che questi pesci vengano da un’area portuale che è stata oggetto di lavori infrastrutturali;
secondo la ricercatrice Mara Nicotra dell’università di Catania il fenomeno dei pesci malformati è molto diffuso e il fenomeno mette in correlazione l’inquinamento del mare e la mutazione dei pesci –:
se il Governo sia innanzitutto a conoscenza di quanto riportato in premessa e che riguarda la Calabria e se non ritenga necessario monitorare attentamente tutto il bacino del Mar Tirreno, attraverso una campagna di pesca mirata, che potrebbe consentire di comprendere meglio quanto questo fenomeno sia esteso;
se il Governo non ritenga urgente promuovere opportune e adeguate indagini al fine di salvaguardare la salute dell’uomo, ove fossimo in presenza di una contaminazione;
se altresì non ritenga quanto mai indispensabile attivare un’azione di costante monitoraggio almeno del tratto di mare in questione per un controllo sistematico della condizione dell’ecosistema marino anche in relazione alla salute dell’uomo. (4-03935)

Tonnetti “alletterati” e la falsa leggenda della spina bifida

Negli ultimi anni, sul web circolano notizie preoccupanti riguardo presunte malformazioni nei tonnetti alletterati (Euthynnus alletteratus), comunemente presenti nei mercati del pesce in questo periodo. Alcuni utenti parlano addirittura di “spina bifida”, evocando scenari inquietanti e ipotizzando conseguenze sanitarie legate all’inquinamento marino.

Ma quanto c’è di vero in tutto questo?

A fare chiarezza è il prof. Felici, docente di ittiopatologia all’Università di Camerino. Il fenomeno che ha attirato l’attenzione dei pescatori già nel 2013 lungo le coste della Sicilia e della Calabria è stato oggetto di studi e analisi approfondite.

Nessuna spina bifida, nessuna mutazione

Ciò che a un occhio inesperto può sembrare una seconda colonna vertebrale o una deformità scheletrica è in realtà una struttura fibrocartilaginea del tutto normale nei tonnetti alletterati. Questa struttura, che collega i processi emali delle vertebre nella parte inferiore del corpo, si fonde naturalmente con la colonna vertebrale in prossimità della coda, conferendo al pesce maggiore robustezza e capacità natatorie.

Non si tratta quindi né di spina bifida (che nei vertebrati comporterebbe un’apertura trasversale della colonna con fuoriuscita del midollo spinale), né di diplospondilia, cioè sdoppiamento vertebrale. La “doppia spina” osservata in questi pesci non contiene midollo spinale né è composta da vertebre: è un adattamento fisiologico, conosciuto anche dalla letteratura scientifica, sebbene poco diffuso nei testi divulgativi.

Un tratto tipico, non un’anomalia

Secondo il prof. Felici, questa struttura non è altro che una caratteristica morfologica della specie, nota da tempo e priva di qualunque legame con l’inquinamento ambientale. Anzi, negli Stati Uniti viene addirittura utilizzata come criterio distintivo per identificare l’alletterato.

Quanto alle preoccupazioni sui metalli pesanti, il professore ricorda che il bioaccumulo è un fenomeno comune nei grandi pesci predatori come i tonni, ma non necessariamente legato a patologie evidenti o deformità.

Non sono pesci “malati”

Un altro dettaglio interessante: se davvero questi tonnetti fossero affetti da una malformazione, dovrebbero risultare più deboli rispetto ai consimili. Invece accade il contrario: vengono catturati con la tecnica della traina, segno che sono attivi, veloci e reattivi. In natura, un pesce debole è quasi sempre vittima dei predatori prima ancora di finire nelle reti dei pescatori.

I controlli ci sono e funzionano

Oggi più che mai, i prodotti ittici sono sottoposti a controlli rigorosi, sia da parte dei ricercatori che degli enti sanitari come ASL e Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS). Qualsiasi anomalia reale, qualunque rischio potenziale per il consumatore, verrebbe immediatamente segnalato.

In conclusione, possiamo dirlo chiaramente: i tonnetti alletterati non sono malformati né pericolosi per la salute. Quella che è stata interpretata come una mutazione è invece una peculiarità naturale della specie, e non deve destare allarmi ingiustificati.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

5 thoughts on “Foto Shock: tonnetti dalla spina bifida si ripresentano in Calabria”
  1. Salve,anche nel mar Ionio tutti i giorni di questi periodi si pescano grandi quantità di tonnetti con spina bifida,e la gente ne mangia tranquillamente.Possibile che non riescono a capire che è pesce contaminato?

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