Il Giornale dei MARINAI Biologia marina,News Evacuare per salvarsi : quando scappa al cetaceo !

Evacuare per salvarsi : quando scappa al cetaceo !


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Molti animali hanno sviluppato incredibili adattamenti anti-predatori, dal mimetismo alla capacità di perdere alcune parti del proprio corpo. Uno dei meccanismi di difesa più bizzarri tra i mammiferi si trova nei due membri esistenti del genere Cogia , il capodoglio pigmeo ( Kogia breviceps ) e il capodoglio nano o capodoglio di Owen ( Kogia sima ). Questi cugini dell’enorme capodoglio delle dimensioni di un delfino hanno sviluppato un metodo abbastanza particolare per confondere i predatori.

Sia i capodogli pigmei che quelli nani sono abbastanza lenti e spesso si crogiolano immobili vicino alla superficie. Questo li rende facile preda di grandi squali bianchi oppure di orche. In passato questi piccoli cetacei sono anche stati cacciati dall’uomo per la carne.  Una volta arpionati dai cacciatori questi animali sono stati osservati emettere un fluido bruno-rossastro dal loro ano che formava una nuvola nell’acqua. Chiamato Tsunabi, si può tradurre dal giapponese come “peto-balena“. La nuvola formata dal fluido scuro può avere dimensioni fino a circa 100 metri quadrati.

Questo fluido è immagazzinato all’interno di un unico rigonfiamento simile a una sacca dell’intestino inferiore che può contenerne fino a circa 12l. La consistenza di questo fluido bruno-rossastro è stata paragonata alla nutella ma può anche avere una struttura più granulosa simile a sabbia che si dissolve nell’acqua. Nonostante la sua posizione all’interno dell’intestino inferiore, non sembra essere solo di origine fecale. Questa sostanza che contiene grandi quantità di carbonio (fino ad oltre il 60%) è stata ritrovata in feti di K. breviceps o in piccoli neonati, si tratta quindi di una sostanza interamente sintetizzata dall’intestino.

In un caso una femmina di K. sima e il suo piccolo erano stati catturati insieme in una rete per i tonni nel Pacifico tropicale orientale. Il capodoglio nano emetteva un fluido rossastro scuro e cercava di nascondersi nella nuvola ogni volta che uno dei delfini si avvicinava a lui o al piccolo. Ciò è accaduto per diverse volte, il che significa anche che di solito non rilasciano immediatamente la totalità del fluido intestinale. Questo meccanismo, che sembra funzionare in modo simile all’inchiostrazione dei cefalopodi, irrita gli occhi e la pelle degli aggressori. Questo funzionerebbe anche in acque più profonde dove K. breviceps e K. simadi sono soliti cacciare. 

Ecco anche un video che mostra un capodoglio nano inseguito da una foca nel porto di Hout Bay, a Città del Capo. Il capodoglio nano ha rilasciato il suo fluido intestinale, che ha prodotto immediatamente un’enorme nuvola nell’acqua circostante.

La stessa tecnica è utilizzata dai capodogli per mettere in fuga o fuggire dai grandi predatori.

Il motivo per cui i capodogli nani e pigmei hanno sviluppato questo insolito meccanismo di difesa è probabilmente legato a una forte predazione, che potrebbe avere un impatto ancora più rilevante sulle popolazioni di quanto sappiamo. I capodogli pigmei e nani hanno cicli di vita brevi. Sono sessualmente maturi a 2,5-5 anni, le femmine hanno un numero relativamente elevato di prole durante la loro vita e di solito non vivono particolarmente a lungo. Questo potrebbe anche spiegare perché si sono evoluti in un modo così speciale per compensare la loro bassa velocità e agilità come mezzo per sfuggire ai predatori. 

Fonte : The weird little whales that hide within a cloud of their gut fluid

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