Il celacanto è un pesce che può superare i due metri , questo fossile vivente è ancora presente al largo delle coste dell’Africa orientale e dell’ Indonesia.

Ma “questo non è un fossile vivente!!  E’ un organismo vivente !! Afferma Jessica Alföldi della Harvard University e autore di una pubblicazione sulla rivista Nature che ne rivela il suo genoma.
Si pensava che i celacanti fossero estinti sin dal Cretaceo, fino a quando un esemplare venne pescato nel 1938 in Sudafrica, nell’Oceano Indiano all’altezza della foce del fiume Chalumna. In seguito furono trovati altri esemplari nelle isole Comore, Sulawesi, in Indonesia, Kenya, Tanzania, Mozambico, Madagascar e in Sudafrica, nell’area protetta iSimangaliso Wetland.

Plongee-vers-nos-origines_article_landscape_pm_v8 Decodificato il genoma del CelacantoLa specie è stata considerata estinta da milioni di anni fino a quando un giovane naturalista ne scoprì un esemplare nella rete di un pescatore nel 1938. La ricercatrice , una certa miss Latimer, curatrice di un museo di East London, Sudafrica, nell’esaminare il bottino di pescatori locali alla ricerca di fauna marina insolita, si imbatté in uno strano pesce blu fra il pescato di una barca di pescatori andati a caccia di squali nell’Oceano Indiano all’altezza della foce del fiume Chalumna. Dopo aver riportato il pesce al museo, si accorse che non era in grado di classificarlo e così decise di chiedere informazioni al collega professor James Leonard Brierley Smith; nel frattempo il pesce fu imbalsamato da un tassidermista e quando Smith ne vide le spoglie lo identificò come un celacanto, un genere noto a quel tempo solo da esemplari fossili. La specie del pesce fu chiamata Latimeria chalumnae, in onore della scopritrice e delle acque in cui fu pescato, e da allora il celacanto viene considerato un fossile vivente.

Cosa è cambiato in 80 anni ?

L’analisi del genoma del celacanto conferma ciò che gli scienziati hanno a lungo sospettato: i geni di questo pesce vecchio si evolvono più lentamente di tutti gli altri pesci e vertebrati terrestri. I ricercatori ipotizzano che forse i celacanti non hanno bisogno di cambiare, dato che vivono in profondità in zone dove è cambiato relativamente poco nel corso dei millenni. “Si parla spesso di come le specie si sono evolute nel corso del tempo”, spiega Kerstin Lindblad-Toh del Broad Institute. “Ma ci sono ancora alcuni posti al mondo dove le cose non cambiano, e il Celacanto vive in una di queste zone.

Il genoma del celacanto permette inoltre agli scienziati di affrontare la questione

dell’ evoluzione dei primi vertebrati terrestri a quattro zampe, i tetrapodi. Il celacanto ha infatti caratteristiche anatomiche comuni con i tetrapodi: quattro pinne che fanno pensare alle quattro zampe degli animali  ed una sacca d’aria che potrebbe essere stata un polmone primitivo.

Lo studio comparativo del genoma del Celacanto con quelle di animali terrestri ha portato a numerose scoperte originali. Per esempio hanno trovato un numero significativo di modifiche relative al sistema immunitario.

Nel 1997, Arnaz e Mark Erdmann stavano godendosi la loro luna di miele in Indonesia quando, al mercato di Manado Tua sull’isola di Sulawesi, si accorsero della presenza sulle bancarelle di quello che sembrava un gombessa, ma era marrone anziché blu. Dopo che un esperto ebbe notato la foto del pesce da loro pubblicata su internet, si procedette ai test del DNA, che dimostrarono che quella specie, chiamata dagli indonesiani Rajah laut (re del mare), non era la medesima del celacanto delle Comore; la nuova specie fu chiamata Latimeria menadoensis.

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