Nel Golfo di Napoli è stata pescata una triglia davvero fuori dal comune. A prima vista sembrava una delle nostre triglie locali, ma un’analisi più attenta ha svelato un’identità sorprendente: si tratta di Upeneus pori, conosciuta anche come Por’s goatfish. Una specie che non appartiene al Mediterraneo, ma che proviene dal Mar Rosso e dall’Oceano Indiano.

La presenza di questa specie nelle acque campane è un chiaro segnale dell’espansione verso nord delle specie tropicali, favorita dal riscaldamento del Mediterraneo» spiega il biologo marino Francesco Tiralongo. «Dal punto di vista ecologico, potrebbe entrare in competizione con le triglie autoctone per cibo e habitat, con conseguenze ancora imprevedibili sulla biodiversità e sulla pesca locale
Questa triglia è classificata come specie lessepsiana, termine che indica gli organismi che hanno raggiunto il nostro mare attraversando il Canale di Suez, come già accaduto per il temibile pesce scorpione. La segnalazione è arrivata da Francesco Tiralongo, docente dell’Università di Catania e fondatore del progetto AlienFish, grazie alla collaborazione con la cooperativa BlueChain e alla rete di pescatori che monitora il litorale tra Torre del Greco ed Ercolano.
Come riconoscerla
L’Upeneus pori vive in acque poco profonde, prediligendo fondali sabbiosi dove si nutre di piccoli invertebrati. È commestibile e, nei paesi del Medio Oriente, viene normalmente pescata per uso alimentare. Tuttavia, a differenza di altre specie aliene facilmente identificabili, come il pesce scorpione, può passare inosservata perché molto simile alle nostre triglie. L’unico segno distintivo evidente è la coda con bande scure oblique, soprattutto nella parte inferiore.
Non è la prima volta
Esemplari di Upeneus pori erano già stati individuati in Italia: a Lampedusa tra il 2012 e il 2016, e nel 2017 nel Golfo di Catania. Più recentemente, a Lampedusa è stata segnalata anche una specie simile, Parupeneus forsskali, sempre di origine tropicale.
Il ruolo di BlueChain e AlienFish
La cattura è stata possibile grazie alla rete di citizen science del progetto AlienFish, che coinvolge pescatori e appassionati. BlueChain, cooperativa fondata da Francesco Tiralongo insieme al biologo Pasquale Baiata e al comandante Paolo Pignalosa, si occupa della parte operativa e scientifica.
Chiunque avvisti una specie insolita può contribuire al monitoraggio inviando foto nitide, data e luogo dell’osservazione, e – se possibile – le dimensioni dell’esemplare. Segnalazioni di questo tipo sono preziose per capire come stia cambiando la fauna del Mediterraneo.
