Dopo l’intervento al Senato (nel novembre scorso) del Sindaco delle Egadi e Presidente dell’Area marina protetta Giuseppe Pagoto, in merito al rischio cui vengono nuovamente esposti i nostri mari a causa del paventato piano del Governo nazionale, sulle isole si continua a discutere su come arginare il pericolo delle trivellazioni nel canale di Sicilia.

Pagoto
Il Sindaco Pagoto

“Siamo convinti – dice Pagoto – che sia infruttuoso in questo preciso momento storico, e ancor di più irragionevole, pensare di investire ancora su risorse di questo tipo e non orientarsi invece verso le energie alternative. Siamo fiduciosi sul “destino” delle Egadi in tal senso e comunque solidali nei confronti dei territori investiti da questo serio problema”.

A Licata nel frattempo si è tenuto un importante incontro a bordo della nave di Greenpeace Rainbow Warrior, patrocinato da ANCI Sicilia e promosso da Greenpeace, Legambiente e WWF.
Il sindaco Pagoto ringrazia gli organizzatori dell’importante incontro affermando che questa è un’altra occasione per discutere di possibili azioni comuni per contrastare le trivellazioni in mare.
Già lo scorso anno, durante l’incontro in Senato Pagoto aveva ribadito come “il Canale di Sicilia sia già esposto a innumerevoli rischi, considerato l’alto passaggio di petroliere; rischi enormi per le comunità che vivono di turismo nel rispetto dell’ambiente, per come dimostrato proprio dal modello Egadi” e ha espressamente chiesto alla Commissione di far sì che gli sforzi profusi nella direzione del rispetto ambientale non venissero vanificati da scelte scellerate. Il Comune di Favignana in questi anni si è più volte schierato al fianco di Greenpeace, delle altre Associazioni ambientaliste e degli altri comuni siciliani per gridare il suo no a prospezioni e perforazioni nel Canale di Sicilia, anche srotolando uno striscione sotto il Ministero dell’ambiente, o chiedendo un’audizione speciale al presidente della Regione Crocetta e alla Commissione ambiente e territorio della Regione.

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“Le prospezioni a fini di ricerca, gli inevitabili sversamenti di greggio e gli incidenti, mai da escludersi a priori, metterebbero a serio rischio – sottolinea il Direttore dell’AMP, Stefano Donati – non solo l’ambiente e i fondali dell’Area Marina Protetta, che è la più grande d’Europa, ma anche l’intero sistema economico e il tessuto sociale, che vivono di turismo e pesca. Le isole minori e le coste italiane stanno investendo sulla sostenibilità e sul turismo, e non si possono vanificare gli sforzi di tanti anni in un colpo solo”.
“Nel mare delle Egadi – dichiara infine Pagoto – stanno tornando la foca monaca, i capodogli, le tartarughe marine; non permetteremo che tornino anche le trivelle.

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