Da diverso tempo si cerca di allevare i polpi ma con poco successo. Sembra che in Mexico, Giappone e Spagna siano riusciti ad allevarli con successo e i polpi potrebbero presto arrivare sui banconi del pesce. 

Una delle novità dell’acquacoltura moderna è l’allevamento del polpo. Un business milionario che potrebbe essere pronto a decollare già nel 2019 anche se con critiche e problemi di ordine etico.

Ad oggi l’allevamento dei polpi non ha dato grandi risultati, anche se in tanti stanno tentando di allevarlo sono in pochi ad aver avuto successo. I polpi sono difficili da allevare perché hanno un bassissimo tasso di sopravvivenza dopo la nascita. Sono anche restii ad alimentarsi se mantenuti in cattività. Secondo SeaFoodSource, un’azienda giapponese specializzata nello smercio di frutti di mare, la Nippon Suisan Kaisha, grazie all’incubazione artificiale, eseguita nel 2017 presso l’Oita Marine Biological Technology Center a Saeki, nella prefettura di Oita, nel Giappone occidentale, avrebbe coltivato “140.000 uova prodotte durante l’incubazione in quello che è il primo processo tecnologico di acquacoltura a ciclo completo per il polpo”.

polpo-allevato Allevamento dei polpi, una nuova frontiera per il mercato itticoSembra che tra il 2019 ed il 2020 partirà la vendita del prodotto destinato ai ristoranti giapponesi.

L’allevamento dei polpi ed i problemi etici

L’allevamento intensivo dei polpi infatti potrebbe creare danni all’ecosistema. Secondo una tesi portata alla luce da alcuni esperti del settore  dell’Issues of Science and Technology i polpi sono carnivori e sono abituati a ingurgitare cibo per tre volte il loro peso. Questo porterebbe ad alimentare i polpi piu’ volte al giorno con prodotti della pesca, (in generale con prodotti dis carso interesse economico) e quindi aumentare le catture di specie marine per alimentare i polpi che non sarebbe certo salutare per l’ecosistema marino.

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