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Affronte: “Pesca elettrica problema minore: il dossier è un disastro”-“Fallito il rinvio, meglio ritirarlo piuttosto che approvarlo così”

“Il dossier sulle Misure Tecniche così com’è è un autentico disastro, un pericolo per gli ambienti marini e un attacco alla Politica Comune della Pesca e agli obiettivi di sostenibilità” – dice Marco Affronte, Europarlamentare indipendente del Gruppo Greens/EFA – “Oggi l’aula ha respinto il mio ultimo tentativo di rinviare il voto sul dossier almeno alla plenaria di febbraio. Purtroppo oggi questo dossier è invotabile. La pesca elettrica, di cui tanto s’è parlato, non è nemmeno il punto più deteriore. C’è di peggio. Sicuramente l’assenza più grande è quella di obiettivi quantitativi comuni a tutta l’Europa per la percentuale delle catture sottotaglia delle varie specie. Il rapporteur, il popolare Gabriel Mato, ha spacciato questa mancanza di regole comuni per la sospirata ‘regionalizzazione’. Neanche per sogno! Questa sarebbe anarchia! Senza obiettivi numerici fissati infatti” – spiega Affronte, che ha cercato in ogni modo di inserire il punto nel file – “ogni Paese avrà infatti sia la facoltà, sacrosanta, di scegliere i metodi e le strade per giungere a certi obiettivi ma anche la scelta degli obiettivi stessi! Dunque, che politica comune di pesca è questa? Sarebbe un tana libera tutti senza nessun vero impegno o restrizione da parte della pesca industriale, che infatti sostiene Mato. Pessima anche la reintroduzione” – continua Affronte – “di metodi ormai screditati per stabilire quali strumenti di pesca siano leciti o illeciti. E qui viene anche la pesca con impulsi elettrici, di cui tanto s’è parlato, e che secondo noi dovrebbe tornare ad essere bandita, come in effetti era già dal 1998. Le ‘deroghe a scopo scientifico’ di cui da dodici anni godono quasi un centinaio di imbarcazioni in realtà sono solo la maniera mascherata di introdurre per vie traverse una tecnica di pesca che però, in tanti anni di studi, ha dimostrato solo di essere in grado di svuotare il mare più velocemente senza altri sensibili vantaggi per l’uomo e per l’ambiente. Ora speriamo che l’aula, normalmente più ambientalista e progressista della Commissione Pesca” – conclude l’Eurodeputato – “voti gli emendamenti giusti per mettere una pezza, anzi molte pezze, a questo lavoro sin qui disastroso.”

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