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Affronte: “Approvato il dossier sulla raccolta dati di pesca: basta decisioni al buio” “Passo fondamentale per politiche responsabili”.

“Siamo contenti di annunciare di aver raggiunto l’accordo per l’approvazione del Report Raccolta Dati di Pesca, che riteniamo fondamentale per poter basare le nostre politiche su evidenze scientifiche e basi numeriche” – dice Marco Affronte, Rapporteur del Data Collection Framework – “La mia formazione mi ha dato la convinzione che l’unica maniera per prendere decisioni razionali, motivate ed efficace sia farlo partendo da dati omogenei e comparabili che consentano di ponderare le scelte. Ma d’latra parte è esattamente quello che dice la Politica Comune di Pesca. E questo Report mette le basi legislative per farlo. L’accordo raggiunto ci soddisfa” – continua Affronte, che poi passa a spiegare cosa contenga questo Dossier, il secondo Report Legislativo curato da un Europarlamentare del Movimento 5 Stelle che sia stato approvato in questa legislatura – “Siamo riusciti ad ottenere che questa raccolta dati venga allargata ad altri settori, oltre a quello della pesca professionale in mare, che impattano sugli stessi ambienti e sulle stesse risorse: parliamo della pesca ricreativa e dell’acquacoltura. Quando valutiamo lo stato delle risorse dobbiamo tenere presente anche di quanto incidano queste attività. Il “Settore Pesca” dovrà essere considerato come un sistema unito, e non solo nella sua sfaccettatura commerciale. Attualmente i dati sono raccolti su base nazionale e “stoccati” dentro database anch’essi nazionali. Abbiamo ottenuto che si creino dei database regionali (dove per “regione” si intendono macro-aree ecosistemiche, ad esempio “Alto-Adriatico” o “regione Jonica”) in modo da avere dati più ampi e confrontabili tra loro. Abbiamo anche voluto che questi dati fossero poi a disposizione di tutti: istituzioni, ricercatori, associazioni ambientaliste e chiunque sia interessato a studiarli e valutarli. Ovviamente il documento contiene molti altri punti” – conclude Affronte – “e per approvarlo abbiamo dovuto portare avanti una difficile trattativa con il Consiglio, sempre pronto a cercare di togliere prerogative al Parlamento Europeo. E’ un regolamento tecnico, difficile da rendere in poche parole, ma di estrema importanza per una pesca che sia sostenibile, non solo a parole, ma su basi scientifiche.”



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