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TARTAWORLD DA OGGI NELLE ISOLE PELAGIE

Prende il via anche in Sicilia la campagna di informazione e sensibilizzazione del progetto TartaLife, TartaWorld, che oggi arriva a Lampedusa e Linosa. Una campagna destinata ai turisti, ai residenti, alle amministrazioni locali e che vuole far conoscere i tanti pericoli che minacciano la sopravvivenza delle tartarughe marine e far comprendere come sia necessario introdurre adeguate misure per la loro tutela. L’iniziativa è promossa dal Comune di Lampedusa e dall’Area Marina Protetta Isole Pelagie, già partner del progetto, in la collaborazione della società Cooperativa Green Life, Marevivo e WW e si dividerà in 130 eventi informativi e promozionali. A curare gli appuntamenti negli hotel, nelle riserve naturali, nei centri cittadini, nelle scuole e nei parchi ci saranno tre giovani biologi ed esperti di tartarughe. Le speciali lezioni saranno dedicate e aperte a tutti, con particolare attenzione al mondo dei pescatori. Saranno loro i principali alleati in questa azione di salvaguardia della vita delle tartarughe che spesso restano impigliate tra le loro reti.

IL PROGETTO

Nel 2013 la Comunità Europea ha finanziato il Progetto TartaLife – “Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale”, promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare e che vuole affrontare la complessa problematica della mortalità delle tartarughe marine. La mortalità è dovuta alle catture accidentali e per questo il progetto metterà in campo fino al 2018 azioni pianificate per sensibilizzare al tema.
Il progetto si realizza grazie alla sinergia tra CNR-ISMAR (ente capofila) e gli altri partner, ovvero Provincia Regionale di Agrigento (oggi Libero Consorzio Comunale), Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Fondazione Cetacea, CTS, AMP Isole Egadi, Legambiente, AMP Isole Pelagie (Ente Gestore Comune di Lampedusa e Linosa) e Consorzio UNIMAR.

GLI EVENTI INFORMATIVI A LAMPEDUSA E LINOSA
Nelle due isole siciliane gli eventi saranno organizzati nelle spiagge, negli hotel, nel centro cittadino, negli hotel, nelle scuole, nei centri di recupero tartarughe, nei parchi e nelle riserve, nei centri d’accoglienza dell’Area Marina Protetta di Lampedusa e Linosa. E poi anche nella sede delle associazioni di pescatori, destinatari privilegiati di questa campagna. Perché sono loro i principali alleati per il salvataggio delle tartarughe che accidentalmente finiscono nelle loro reti da pesca.

I biologi spiegheranno le specificità biologiche  del Mediterraneo e della sua  biodiversità, dando risalto all’importanza di preservare gli ecosistemi per la salvaguardia dell’intero pianeta. Con le loro lezioni, cercheranno di alimentare la nascita di buone regole comuni  di rispetto dell’ambiente e della sua popolazione, i principi di cittadinanza operosa e la presa di coscienza per dare il via al cammino educativo che conduce al rispetto e alla tutela delle risorse naturali.

I DATI

Nel Mediterraneo, ogni anno, sono oltre 130 mila le tartarughe marine della specie tartaruga Caretta caretta che rimangono vittime di catture accidentali da parte dei pescatori

Circa 70.000 abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40.000 restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23.000 in quelle da posta per un totale di 133.000 catture con oltre 40.000 casi di decesso. E se si considerano tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni da pesca che operano nei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, si arriva più probabilmente a una stima di 200 mila catture e circa 70 mila decessi (Fonte: http://www.tartalife.eu). Le tartarughe non sono il diretto bersaglio dell’attività di pesca: esse vengono accidentalmente catturate a causa della scarsa selettività degli attrezzi! Il fenomeno, meglio noto a livello mondiale con il nome di bycatch, è in parte contenuto dalle iniziative di molti pescatori che cercano di mettere in salvo le tartarughe, affidandole ai Centri di Recupero presenti lungo le coste italiane. Purtroppo è anche molto frequente la mortalità post cattura delle tartarughe marine a causa della mancanza di queste strutture e di dotazioni adeguate, con personale specializzato in grado di operare  all’interno per il recupero delle tartarughe.
I centri, seppur  in numero limitato rispetto alla lunghezza della costa italiana, rappresentano comunque un mezzo molto importante ed efficace per la riduzione della mortalità delle tartarughe e i dati relativi ai recuperi dal 2009 ad oggi lasciano pensare che molto è cambiato nell’atteggiamento dei pescatori nei confronti di queste creature, congiuntamente alla capacità e alla professionalità degli operatori dei Centri in grado di porre in essere interventi sanitari molto più risolutivi.



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