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La Wakeboarder Lisa Mondy, sopravvissuta all’attacco di uno squalo bianco spiega perché è contraria all’abbattimento di questi animali.

Lisa Mondy porta le cicatrici sul suo corpo di un attacco di uno squalo bianco. Nonostante ciò non è mai riuscita ad odiare questi animali. Lisa racconta che nel 2011, ha passato una giornata con dei colleghi di lavoro a fare del kite surf sulla spiaggia di Jimmy, nel nuovo Galles del Sud.shark_attack_survival_hero_1702e2e-1702e2m Racconta di essersi accorta che la sua tavola non era più’ legata ai suoi piedi e di cercarla tra le acque cristalline della spiaggia. Ad un tratto uno squalo bianco di circa 4 metri sbuca dall’acqua, colpendola più’ volte con il muso fino ad averla stretta nelle sue fauci. Ma lo squalo aveva già pranzato e non ferrò le mascelle. Lisa rimase in acqua, in una chiazza di sangue enorme, fino a che i suoi amici non la tirarono fuori dall’acqua e la portarono in ospedale. Dopo mesi di riabilitazione Lisa ritornò alla sua vita, segnata sia fisicamente che psicologicamente da quel giorno.

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Lisa durante il trasferimento in ospedale, subito dopo l’attacco.

Ma nonostante ciò’ non approva le nuove norme “salva-bagnanti” promosse dal premier australiano  Colin Barnett, che per rendere sicure le spiagge ha ordinato l’abbattimento di qualsiasi squalo nuoti entro il mezzo miglio dalla costa.

Lisa afferma di capire le emozioni della gente, soprattutto di chi ha perso un caro sulle spiagge australi dovute ad attacchi di squali, ma crede fermamente che la loro esistenza nei mari della terra abbia un ruolo importante per mantenere in equilibrio l’intero ecosistema marino.

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Non provo nessun tipo di odio verso questi animali dice Lisa

Ancora non ci sono delle chiare prove che gli abbattimenti rendano le spiagge piu’ sicure, sarebbe meglio che fossero i bagnanti a fare attenzione nel nuotare in acque dove il rischio di incontri potrebbe essere frequente.

Lisa racconta anche di aver parlato con altre persone che hanno avuto la sua stessa disavventura, e tutti all’unanimità dicono di nutrire un profondo rispetto per questi animali, senza alcun rancore.

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iI souvenir lasciato dallo squalo bianco sul corpo di Lisa

Uccidere qualsiasi squalo passi per le coste dell’Australia è solo una reazione emotiva, priva di significato. Gli squali uccisi sino ad oggi sono stati piccoli di squalo tigre e squali toro, i quali erano fin troppo piccoli per sferrare attacchi mortali.

Sembra piu’ una vendetta, continua ancora Lisa, non un’azione programmata con delle basi scientifiche. Cosi le long-line piazzate su tutto il litorale uccidono non solo squali ma anche delfini, balene e foche, oltre ad aumentare la presenza di squali con tutta quella carne morta appesa agli ami. Come  sopravvissuto  mi sconvolge vedere questo accanimento verso gli squali, ed io porto le cicatrici di un incontro con un grande squalo bianco .

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